lunedì 2 giugno 2014

Goodbye Province, è stato pubblicato il libro di Silvia Paterlini



Dal 29 Maggio 2014 è in Libreria “ Goodbye Province”, il testo della giornalista Silvia Paterlini sulla vicenda dell’abolizione delle Amministrazioni provinciali.
Il sottotitolo del libro è “Miti e retorica dell’abolizione in 100 luoghi comuni”, ed è appunto con un tale numero di domande che  vengono passati in rassegna i singoli punti che hanno portato alla trasformazione delle Province in enti di secondo livello. Il libro è piacevole, si legge bene, in modo semplice e chiaro, essendo stato scritto da una giornalista che lavora presso l’Ufficio Stampa della Provincia di Milano. Alle cento domande seguono sei interviste, quattro delle quali hanno coinvolto due importanti professori universitari, un autorevolissimo sociologo e il giornalista Vittorio Feltri che, dopo un passato da abolizionista, si è convertito ad una riflessione più ponderata. In chiusura, sono state intervistate due persone che riportano il punto di vista delle Province.
A risentirci
Massimo Cortese

giovedì 22 maggio 2014

LA MILLE MIGLIA AD ANCONA: UNA TESTIMONIANZA



Mi trovavo in ferie. Passeggiando, poco prima delle Tredici, su Corso Garibaldi, stranamente aperto al traffico, noto la presenza di vigili urbani e di persone con le divise della Protezione Civile, che telefonano nervosamente. Mi domando: “Ma che cosa sta succedendo?” Ma oggi è venerdì 16 maggio 2014, a ridosso del pomeriggio è in programma l’arrivo ad Ancona della Mille Miglia, e pensare che io, quale Responsabile dell’Ufficio Concessioni ed Autorizzazioni della Provincia di Ancona, mi sono adoperato per chiudere la strada provinciale del Conero al traffico, per consentire lo svolgimento di una prova della manifestazione. Mi dirigo allora verso Piazza Roma, dove le automobili giungeranno per il consueto controllo: in una tribuna improvvisata, il direttore dell’Automobile Club di Ancona Giulio Rizzi intrattiene la folla incuriosita sull’arrivo della Mille Miglia, insieme a tutte le persone che ho conosciuto recentemente, in preparazione dell’importante avvenimento sportivo. Nonostante non fosse in programma, decido di rimanere nella tribuna, approfittando del fatto che anche io ho concorso alla manifestazione. Intanto noto che la folla va aumentando, alcuni ragazzi vengono da noi per sapere se arriverà questo o quel personaggio famoso, perché molti vip sono alla guida dei bolidi. Giulio ride divertito nell’individuare gli equipaggi dei cantanti ed attori, avendo il foglio che riporta i partecipanti alla Mille Miglia. Attorno a noi hanno preso posto i fotografi e i giornalisti, ed anche io vengo intervistato, mentre la cronaca verrà fatta in diretta da due persone, un uomo e una donna. I due ci forniscono i dati storici sulla manifestazione, nata per iniziativa di due nobili, che crearono quella che Enzo Ferrari ebbe a definire “la più bella corsa del mondo”. Le prime automobili a giungere sono delle Ferrari, e subito dopo noi tutti rimaniamo affascinati dall’arrivo dei bolidi dell’Automobilismo Mitico ED EROICO, con gli equipaggi che vestono gli abiti d’epoca, tanto per richiamare un’atmosfera che non verrà mai messa in discussione. Le automobili giungono a gruppi, e ad ogni intervallo i due cronisti provano ad intervistare qualche addetto ai lavori. È ora la volta del signor Petrella, un pilota che nel lontano 1955 corse la mitica Mille Miglia con un Fiat Giannini. Petrella ci fornisce i dati sulla sua partecipazione, ma ad un certo punto si commuove, forse per un attimo avrà pensato ai sacrifici e alle persone che non ci sono più. Provo allora a pensare che queste imprese hanno costruito il mito di tanti uomini, a cominciare dal Mantovano Volante, Tazio Nuvolari, le cui gesta sono sempre tramandate. In conclusione, La Città di Ancona è grata agli Organizzatori per essere stata ricordata, in occasione dei suoi primi 2400 anni di storia, dal passaggio dell’importante manifestazione, così ricca di storia, ma anche di tantissime storie di uomini e miti.
Massimo Cortese

venerdì 7 febbraio 2014

ITALIA GERMANIA 4 – VINCIAMO, VINCIAMO,VINCIAMO.



La semifinale Italia-Germania, disputata in occasione della Coppa Rimet del 1970 in Messico, è rimasta e rimarrà nel nostro immaginario. In effetti, gli eventi sportivi accaduti, dalla rete tedesca al novantesimo minuto, sono stati tanti e tali, da consegnare quel piccolo grande evento alla storia di tutti noi.
Tuttavia, se mi si dovesse chiedere che cosa ricordo di quella partita, il mio pensiero va ad un grido nella notte, quello di “VINCIAMO, VINCIAMO, VINCIAMO”, che, secondo le cronache, sembra essere stato fatto da un operatore della RAI. Quel grido di gioia inconsapevole non è una cosa da tralasciare, anzi è un elemento che sintetizza lo stato d’animo di una comunità, ed è importante sottolineare che la persona che lo ha espresso si trovava lontano dal territorio nazionale, benché nessuno possa negare che quelle parole siano partite dal cuore del Paese.
A differenza di quanto accade oggi, dove i fuoriprogramma sono all’ordine del giorno, quello sfogo, se in un primo momento ci fa sentire tutti più giovani, perché ci rimanda a come eravamo in  quel 1970, ci consenta di comprendere come, anche nell’attuale momento storico, caratterizzato da confusione ed incertezza, un sussulto di orgoglio possa riportarci all’ottimismo.
A risentirci
Massimo Cortese

martedì 14 gennaio 2014

PANE AMORE E…IL COMANDANTE DELLE GUARDIE METROPOLITANE



Come ho scritto nel mio primo libro “Candidato al Consiglio d’Istituto”, il film “Pane, amore e fantasia” è uno tra i miei preferiti, in quanto è la fotografia di un’Italia che non c’è più. Il film ha dato vita ad altri due esemplari, “Pane, amore e gelosia” e “Pane, amore e…”. Ebbene, in “Pane, amore e…”, al quarantottesimo secondo del sesto minuto, assistiamo ad un curioso dialogo tra il protagonista indiscusso della serie, il Maresciallo Carotenuto cavalier Antonio e la fida governante Caramella. Il cavaliere ha lasciato l’Arma dei Carabinieri, in quanto è stato nominato Comandante delle Guardie Municipali a Sorrento: questo è almeno quanto sostiene la fida Caramella. Il Maresciallo rifiuta di essere considerato Comandante delle Guardie Municipali, dal momento che ha avuto la nomina a Comandante delle Guardie Metropolitane. Questa magica parola “Metropolitane” fa bisticciare il Maresciallo e Caramella, tanto che viene detto “Se fossi stato chiamato ad essere Comandante delle Guardie Municipali avrei rifiutato, ma Metropolitane no”. In definitiva, se il termine Metropolitano viene identificato dal Maresciallo in una sorta di passaporto per lo sviluppo, si può dire che questa tesi si è radicata anche nell’attuale Politica, dove in questi giorni è  in discussione un disegno di legge d’iniziativa governativa per la riforma degli enti locali. Quel film è stato profetico.
A risentirci
Massimo Cortese

martedì 22 ottobre 2013

ITALY IN A DAY- UNA GRANDE OPPORTUNITA’ DI FILMARE IL NOSTRO PAESE



Sabato 26 ottobre 2013 andrà in scena l’iniziativa “Italy in a day”, che darà vita ad un film vero e proprio, grazie ai contributi filmati di coloro che vorranno immortalare e mettere a disposizione singoli momenti di quella giornata. 
Qualcosa del genere è già accaduto in Gran Bretagna ed in Giappone e, a dire il vero, qualche anno fa la rubrica del Corriere della Sera Italians diede vita a “Una Giornata nel mondo”, una sorta di staffetta letteraria dove ciascuno poteva immortalare un’ora della propria giornata in non più di duemila caratteri. 
A pagina 135 qualcuno potrà leggere il mio scritto “La segnalazione”, che ha poi dato vita al mio terzo libro “Un’opera dalle molte pretese”. 
Tornando a “Italy in a day”, debbo dire che mi sembra un’ottima idea, in quanto è sempre importante l’iniziativa che consenta di fare un’operazione collettiva sulla nostra vicenda umana contemporanea: in breve, è un’operazione sulla memoria, secondo il mio modo di vedere. 
Certo, coloro che non sanno filmare saranno tagliati fuori, come il sottoscritto: vorrà dire, al massimo, che potremmo tutti essere filmati.
Ho solamente un paio di osservazioni da fare: la giornata da filmare è sabato, non è un giorno lavorativo per molte persone, e quindi non si potranno riprendere gli Italiani nei propri posti di lavoro. Inoltre la scelta della giornata di sabato, qualche problema lo presenta in quanto è un giorno festivo per le Comunità Israelitiche. 
Probabilmente gli Organizzatori hanno già preso in considerazione queste osservazioni, e la mia è la solita preoccupazione irrilevante. 
Quindi, non posso che guardare con grande interesse a questa esperienza collettiva, destinata a coinvolgere molte persone: in tempi, come gli attuali, dove l’individualismo impera, questa staffetta tra Italiani mi piace.

A risentirci

Massimo Cortese


RICORRE IL 70° ANNIVERSARIO DEL PRIMO BOMBARDAMENTO SU ANCONA



Il 16 ottobre 1943 il primo bombardamento colpì Ancona. 
Seguì il bombardamento terrificante del successivo 1° novembre, che causò un gran numero di vittime. In quell’occasione perirono oltre seicento vittime nel rifugio dove erano ospitate, fra le altre, anche le studentesse dell’istituto “Birarelli”: 
credo addirittura che questo episodio costituisca addirittura un fenomeno unico al mondo, nel senso che si dovrebbe trattare del più alto numero di persone morte in un rifugio in un conflitto moderno. 
Ricordo ancora, avrò avuto sette od otto anni, dell’emozione provata al Cimitero delle Tavernelle quando vidi una tomba nella quale hanno trovato sepoltura quattro fratellini periti sotto un bombardamento. 
Vorrei qui ricordare anche i trentadue pazienti del Manicomio Provinciale, vittime del bombardamento dell’8 dicembre 1943: una lapide ne ricorda la scomparsa.
Sono ormai trascorsi molti anni da quegli eventi, ma io credo che la memoria di quelle sofferenze meriti la dovuta attenzione. 
Non dobbiamo dimenticare quanto è accaduto.
A risentirci
Massimo Cortese

lunedì 9 settembre 2013

PROBABILMENTE IL PRESIDENTE AMERICANO OBAMA NON SA DI ESSERE NATO CON LA PREGHIERA DEL PAPA.



Ai bambini venuti al mondo durante il suo Pontificato, Papa Giovanni dedicava ogni  giorno il terzo dei Misteri Gaudiosi del Rosario, quello nel quale si contempla la nascita di Gesù. E’ lo stesso Giovanni XXIII a comunicarlo, dal momento che sono state registrate le sue parole in un raro documento filmato, disponibile anche sulla rete con un servizio intitolato “Papa Giovanni XXIII spiega che l’opera del papa è per tutti”. Essendo nato il 4 agosto del 1961, il presidente Obama ha quindi avuto la preghiera del Papa: qualcuno glielo ha detto? E‘ una circostanza importante la vicenda della preghiera, se si pensa per un attimo alla delicata questione dell’ipotetico intervento americano in Siria.
A risentirci
Massimo Cortese