martedì 14 gennaio 2014

PANE AMORE E…IL COMANDANTE DELLE GUARDIE METROPOLITANE



Come ho scritto nel mio primo libro “Candidato al Consiglio d’Istituto”, il film “Pane, amore e fantasia” è uno tra i miei preferiti, in quanto è la fotografia di un’Italia che non c’è più. Il film ha dato vita ad altri due esemplari, “Pane, amore e gelosia” e “Pane, amore e…”. Ebbene, in “Pane, amore e…”, al quarantottesimo secondo del sesto minuto, assistiamo ad un curioso dialogo tra il protagonista indiscusso della serie, il Maresciallo Carotenuto cavalier Antonio e la fida governante Caramella. Il cavaliere ha lasciato l’Arma dei Carabinieri, in quanto è stato nominato Comandante delle Guardie Municipali a Sorrento: questo è almeno quanto sostiene la fida Caramella. Il Maresciallo rifiuta di essere considerato Comandante delle Guardie Municipali, dal momento che ha avuto la nomina a Comandante delle Guardie Metropolitane. Questa magica parola “Metropolitane” fa bisticciare il Maresciallo e Caramella, tanto che viene detto “Se fossi stato chiamato ad essere Comandante delle Guardie Municipali avrei rifiutato, ma Metropolitane no”. In definitiva, se il termine Metropolitano viene identificato dal Maresciallo in una sorta di passaporto per lo sviluppo, si può dire che questa tesi si è radicata anche nell’attuale Politica, dove in questi giorni è  in discussione un disegno di legge d’iniziativa governativa per la riforma degli enti locali. Quel film è stato profetico.
A risentirci
Massimo Cortese