domenica 17 maggio 2015

E SE DOMANI (e sottolineo se)

Come ebbe a dire Ennio Flaiano, scrittore e indimenticato uomo di acuta sensibilità culturale, “Gli Italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori”.
La presente riflessione spiega come mai, in questi ultimi quattro anni, a parte qualche rarissima eccezione e la bistrattata categoria dei dipendenti provinciali, non presa in alcuna considerazione in quanto disprezzata, nessuno si sia mai schierato a favore delle Province. 
È accaduto di tutto, abbiamo sentito e digerito le invettive più assurde, quando improvvisamente un gentil signore, che per ironia della sorte si chiama proprio Gentile, ha osato dire pubblicamente qualcosa sulla busta paga dei dipendenti provinciali, e allora si sono avute delle reazioni risentite. 
Poi, dopo il botta e risposta, nel dibattito si è  inserita la presa di posizione autorevolissima della Corte dei Conti, che ha fatto il punto della situazione, confermando la gravissima situazione, non solo per l’Oggi, quanto soprattutto per il Domani.
A questo punto sembra  che entro brevissimo tempo, fors’anche proprio domani, potrebbe essere emanato un qualche provvedimento relativo al deterioramento della Finanza Provinciale, per usare una espressione coniata dalla Corte dei Conti. 
Sebbene si potrebbe dire che l’intervento potrebbe rivelarsi tardivo, si tratta di una grande vittoria da parte di questo popolo di straccioni, alcuni dei quali lavorano senza percepire lo stipendio dalla fine del mese di novembre. 
Forse, se in tutti questi anni, la Politica avesse ascoltato maggiormente le preoccupazioni degli Invisibili, come appunto si sono definiti gli stessi Dipendenti Provinciali ad una Manifestazione Nazionale passata subito sotto silenzio, il Paese ci avrebbe guadagnato.

Tuttavia non è mai troppo tardi.

Massimo Cortese

giovedì 14 maggio 2015

ABRACADABRA

Fra poco più di un’ora andrà in onda la puntata della RAI di Report dedicata alle Province. 
Come molti altri colleghi, penso a quanto potrà accadere: dopo la trasmissione gli altri cittadini ci odieranno di più, ci odieranno di meno, forse diranno “ Come siamo ridotti male” e magari qualcuno aprirà gli occhi. 
Così, tra un pensiero ed una riflessione, siamo finalmente arrivati alla sera del giudizio, e ciascuno di noi spera che dalla famosa scatola magica si possano ascoltare parole di un certo tipo: chissà se la Milena nazionale ci ha riservato una lieta sorpresa, o se invece affonderà anche lei il coltello, come già è accaduto. 
Così, tra sentimenti contrastanti, tra rabbia e delusione, speranza e illusioni, fantastico sulla trasmissione che avrei fatto io, penso alle cose che avrei pronunciato, e concludo che se solo un dieci per cento delle cose da dire verranno dette sarà un successo. 
Ma in questi anni ne abbiamo viste tante, troppe, e allora non so più a cosa pensare. 
Essendo domenica sera, m trovo a casa di mia madre, alla quale ho comunicato che andrà in onda fra poco una trasmissione sulle Province, che dovrebbe iniziare alle Ventuno.
La mamma dice: “Vai pure a casa, tante volte la trasmissione iniziasse prima, non devi rischiare di perderla”.
Forse lei ha ragione. Sta di fatto che mi congedo e vado in automobile verso casa. 
Durante il viaggio mi frullano i pensieri più disparati, e mentre penso mi viene in mente qualche vecchia canzone, così mi distraggo dalla trasmissione televisiva.
Giunto a casa, accendo la Tv e sono lieto di poter constatare che vi è ancora la trasmissione precedente Report.
Ma le cose non stanno così, aveva ragione mia madre, la trasmissione sulle Province è già iniziata.
Infatti, il conduttore sta parlando con un notissimo mago televisivo, che ci parlerà  del libro che ha scritto in cui parla della sua vita, dei suoi trucchi.
Ebbene, a pensarci bene, tutta la nostra vicenda mi fa pensare a un gioco di prestigio, con l’abilità di un prestigiatore che ci sorprende con i suoi giochi di carte, e la storia continua. 
Spesso ci siamo sentiti beffati, impotenti di fronte alle critiche ingiuste ed alle invettive altrettanto spietate, mentre nei confronti  di tante prese di posizione  non abbiamo potuto fare nulla, ed ancora oggi la situazione non è mutata.
Poi, dopo il congedo dal mago, è iniziata la puntata di Report,  che si è rivelata onesta e comunque ben fatta, con la presenza di giornalisti che hanno incalzato il personaggio da intervistare. 
Sul fatto che l’intera vicenda sia stata in realtà un trucco, mi è piaciuto sentire quel che ha detto quel tale, al quale è stato chiesto se in provincia ci fossero mai andati, e il giornalista si è sentito rispondere “Ci stiamo andando adesso”.
Ho pensato: povera la nostra Italia, noi cittadini meritiamo un Paese normale.


Massimo Cortese

UN FUTURO DA ACCATTONE

Essendo un cittadino italiano sono tenuto a credere che gli Esponenti del Governo che si sono risentiti alla dichiarazione del Dirigente Sindacale Gentile possano anche avere ragione. 
Essendo altresì un Dipendente Provinciale, faccio la seguente proposta: qualora gli stipendi non dovessero essere erogati, non perdiamo la calma e prepariamo una mossa adeguata: ci organizziamo nel chiedere l’elemosina in modo pubblico, per strada, anche perché verremo messi sulle strade.
Naturalmente deve trattarsi di una elemosina organizzata, e io credo che il Sindacato dovrebbe supportarci, magari dando vita ad una ONLUS in tal senso, che possa raccogliere fondi per i colleghi senza stipendio. 
La mia è una protesta contro una situazione eccezionale, e ad una emergenza si risponde con un comportamento a dir poco originale, che almeno nel nostro Paese non si è mai visto. 
D’altra parte se non avremo più lo stipendio, il passo verso l’indigenza è breve, ed allora tanto vale reagire con senso di responsabilità. 
Qualche collega dirà che per la vergogna non è disponibile a chiedere l’elemosina, ma io credo che non saremo certo noi a doverci vergognare.
Non si dimentichi che noi facciamo parte del Corpo Elettorale di questo Paese, dove – credo almeno – che ancora la sovranità spetti al popolo, e quindi a ciascuno di noi.
Naturalmente ci si deve organizzare bene. 
Così non potremmo dire che ci stanno prendendo in giro, perché, per una volta tanto in giro, sulle strade, sulle piazze, nei vari palazzi e nei salotti bene, ci andremo noi, volontariamente, con il cappello in mano: siete d’accordo?
Vi prego, gradirei conoscere la vostra opinione.


Massimo Cortese

L’INDISPENSABILE RIALLINEAMENTO

Dopo aver appreso delle dichiarazioni del Responsabile Sindacale Gentile, che peraltro mi sta anche simpatico in quanto essendo il mio cognome Cortese vi è una strana sintonia sul tema, trovandomi oggi in ferie, ho pensato di leggermi il comunicato dell’Ufficio stampa della Corte dei Conti del 13 maggio 2015. 
Avverto subito che le persone sensibili sono da me invitate a non leggerlo o a leggerlo lentamente, senza commenti, e soprattutto in luoghi senza finestre. Il comunicato mi fa pensare che il Gentile è stato fin troppo ottimista e garbato, oserei dire ponderato. 
Perché l’autorevole comunicato della Corte dei Conti è molto, molto preoccupante. In sintesi, la Corte dice che le cose vanno male, l’attuazione della legge n. 56 procede con molte difficoltà, le quattro leggi regionali fin qui emanate presentano delle forti criticità, vi è un forte deterioramento della finanza provinciale, e questo stato di cose peserà sull’esercizio e soprattutto su quelli futuri. 
Che cosa si può fare? Sì, è indispensabile un riallineamento e un costante coordinamento tra le fasi procedimentali di trasferimento delle funzioni e delle risorse, al fine di garantire una corretta attuazione della riforma degli enti di area vasta ed il rispetto dei criteri di sana gestione finanziaria, nonché la regolare gestione amministrativo-contabile della gestione dei medesimi enti.
Mi dispiace di lasciarvi in uno stato di agitazione, ma ora devo andare. Sono veramente contento di non avere il tempo per commentare il comunicato, perché, per ragioni di salute, ed avendo la pressione alta, potrei avere dei picchi.


Massimo Cortese

DEDICATO AI COLLEGHI DELLA PROVINCIA DI VIBO VALENTIA

Questo è l’ultimo mio racconto della maratona letteraria che ho intrapreso per sensibilizzare i colleghi e non solo a partecipare alla manifestazione nazionale dei Dipendenti Provinciali Italiani del prossimo 11 aprile a Roma a piazza Santi Apostoli.
Non ho ben compreso se i miei racconti avranno l’effetto per il quale sono stati scritti, ma poco importa. 
Ognuno deve agire secondo la propria responsabilità, siamo tutti grandi e vaccinati. 
Qualche osservazione desidero farla, tuttavia. 
Vorrei che il corteo, sempre se ci sarà un corteo, venisse aperto dai colleghi dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, che non percepiscono lo stipendio da alcuni mesi, una cui rappresentanza ed il relativo cartello dovrebbero rimanere sempre sul palco, se non altro per il cinismo e la cattiva coscienza dei Signori della Politica.
Vorrei che la manifestazione si aprisse con un tenore che intona “E lucean le stelle”, e subito dopo intonassimo tutti assieme Nel blu dipinto di blu, che è la canzone italiana più nota nel mondo, perché dobbiamo volare alto. Poi vorrei che cantassimo tutti assieme l’Inno Nazionale e che osservassimo un minuto di raccoglimento per i dipendenti provinciali morti nell’adempimento del dovere.
Magari nel corteo potremmo avere delle persone vestite con l’abito tradizionale, insomma vedete voi, se possiamo avere una banda musicale  sarebbe bello.
Continuerò a scrivere sulla manifestazione nazionale dell’11 aprile, alla quale tutti siamo invitati a partecipare. 
Ma ognuno deve dare il proprio contributo alla vicenda: io ho cercato di fare qualcosina, ora il testimone passa a voi.
In ogni caso, sarà una bella testimonianza che potremo raccontare.
Anzi, soprattutto, al nostro Paese!.


Massimo Cortese- Dipendente Provincia di Ancona

TUTTI A CASA

Quando vi è una manifestazione sulle Province, ed in particolare di noi dipendenti provinciali, successivamente alla partecipazione, esprimo le mie riflessioni in uno scritto. 
L’idea, nata con il mio libro “L’ultimo Natale delle Province”, si traduce in tanti articoli che in genere vengono pubblicati dal quotidiano online Vivere Ancona. 
Nel numero del 1° aprile 2015, che molti hanno avuto la possibilità di leggere, in calce al mio articolo “Cinquecento dipendenti provinciali presidiano il palazzo della Regione”, il primo commento apparso è stato “Tutti a casa”. 
Come ho avuto modo di constatare, molte sono le persone che auspicano il licenziamento dei dipendenti provinciali, perché la Provincia è stata identificata con il Regno del male, da cui sbarazzarsi in fretta. 
Dal momento che ho sempre condiviso il detto napoleonico, secondo il quale “Non è importante che si parli male di me, purchè se ne parli”, ho ringraziato il commentatore del Tutti a casa, facendo altresì presente che la soluzione auspicata era corrispondente alla realtà. 
Eppure, la situazione del Tutti a casa, che si identifica con quanto è accaduto immediatamente dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, mirabilmente portato sugli schermi con il noto film del grandissimo Alberto Sordi, è per molti versi simile alla nostra vicenda. 
Nel 1943 lo Stato si dileguò, abbandonando gli Italiani al loro destino, lasciando che ciascuno si arrangiasse, nonostante che si era addirittura in una guerra mondiale. 
Anche noi lavoratori, che abbiamo sempre operato nel solco delle Istituzioni, ci troviamo abbandonati al nostro destino, mentre i nostri colleghi  della Provincia di Vibo Valentia non percepiscono lo stipendio da alcuni mesi.
Ma c’è una cosa che possiamo fare: a costo di qualche sacrificio, dobbiamo mobilitarci e partecipare alla manifestazione nazionale di sabato 11 aprile a Roma a piazza Santi Apostoli. 
Ma di questo parlerò la prossima volta.


Massimo Cortese- Dipendente Provincia di Ancona

IL PLANTARE

Il 30 maggio 2013 ho iniziato a fare una dieta, che mi ha portato a perdere diciotto chilogrammi, da 108 a 90, nel giro di un anno. 
Dopo qualche visita, la dietologa mi ha proposto, accanto alla dieta, la frequentazione di una palestra, anche con l’ausilio di un personal trainer che mi guidasse nel fare bene gli esercizi. 
Ebbene, il personal trainer, dopo avermi visto camminare, mi ha detto che avrei dovuto mettere dei plantari ai piedi, in quanto non camminavo bene. Insomma, per farla breve, l’ortopedico che mi ha visitato per prescrivermi i plantari, ha confermato la diagnosi del personal trainer, come se questi fosse un luminare della medicina. 
Alla fine della storia, dopo aver messo i plantari, ho chiesto al personal trainer : “Come è possibile che in cinquantatre  anni, nonostante sia stato visitato più volte dagli ortopedici, nessuno mi aveva mai prescritto l’uso del plantare?” 
Il personal trainer ha così risposto: “ Perché nessun ortopedico l’ha mai vista camminare”.
Mi sono allora venute in mente le due leggi, quella dell’aprile 2014 e la legge di stabilità, sembrano fatte allo stesso modo… 
Non fatemi dire quello che penso, vi prego: domani è Pasqua. 
Se avessimo delle leggi normali, non ci dovremmo preoccupare, ma le cose stanno diversamente.
Ma c’è una cosa che possiamo fare: a costo di qualche sacrificio, dobbiamo mobilitarci e partecipare alla manifestazione nazionale di sabato 11 aprile a Roma a piazza Santi Apostoli. 
Ma di questo parlerò la prossima volta.


Massimo Cortese- Dipendente Provincia di Ancona

PASSEROTTO NON ANDARE VIA

Sapevo che sarebbe stata organizzata una manifestazione a rilevanza nazionale a Roma, ma la notizia non arrivava mia. 
Poi, quando ho saputo della scelta di sabato 11 aprile, ho avuto un piccolo smarrimento: la decisione di andare a Roma nella giornata di sabato  sarà vincente? 
Non conoscendo l’ora, ho pensato che la manifestazione avrebbe avuto luogo nel sabato pomeriggio,  e a quel punto ho intonato Passerotto non andare via. 
Una cosa è certa: questa è la prima e forse l’ultima occasione per sentire la propria voce coralmente, per cui non va lasciata scappare e anche se abbiamo delle perplessità su tutto, dobbiamo mettercela tutto e non lasciarci andare a sterili polemiche: ve lo dice un polemista di professione.
Quindi, c’è una sola cosa che dobbiamo fare: a costo di qualche sacrificio, dobbiamo mobilitarci e partecipare alla manifestazione nazionale di sabato 11 aprile a Roma a piazza Santi Apostoli. 
Ma di questo parlerò la prossima volta.

Massimo Cortese- Dipendente Provincia di Ancona

BUONA PASQUA

Ecco il mio quinto racconto, scritto per la partecipazione alla manifestazione nazionale dell’11 aprile a Roma.
BUONA PASQUA
Oggi 5 aprile è Pasqua, per cui rivolgo gli auguri a tutti. Purtroppo il tempo non è dei migliori, piove sempre, ma vi è una ragione di tutto questo. Infatti oggi piove, in vista della prossima giornata di sabato, che sarà bellissima, dal clima veramente primaverile, per consentire il massimo successo alla manifestazione dei dipendenti provinciali, categoria attualmente in coma.
Ma  c’è una  cosa che possiamo fare: a costo di qualche sacrificio, dobbiamo mobilitarci e partecipare alla manifestazione nazionale di sabato 11 aprile a Roma a piazza Santi Apostoli. Ma di questo parlerò la prossima volta.

Massimo Cortese- Dipendente Provincia di Ancona