martedì 6 ottobre 2015

I TRENI DELLA FELICITA’

In un Momento storico in cui si parla tanto di affido, da alcune trasmissioni televisive apparse su Tele 2000 e su “Il tempo e la storia” di Rai Storia ho appreso che tra il 1946 ed il 1950 nel nostro Paese vi è stata l’esperienza dei treni della felicità. 
Vista la situazione di enorme miseria che colpiva in prevalenza i soggetti più deboli, come i bambini, alcune signore facenti parte dell’Unione delle Donne Italiane (U.D.I.), lanciarono l’iniziativa di far ospitare da famiglie dell’Italia settentrionale i piccoli provenienti dal disagio più nero. 
I ragazzini, per raggiungere le famiglie, prendevano i treni, che appunto vennero chiamato della felicità, con un’espressione fortunata, ma che la diceva lunga sulla Miseria nera che imperversava in tante famiglie. 
Per il primo di questi viaggi, avvenuto il 19 gennaio 1946,   a ciascun bimbo venne fornito un cappottino, sul quale era stato cucito il numero corrispondente alla famiglia d’adozione, ma alcune mamme, pensando agli altri figli che lasciavano a casa, pensarono bene di prendersi quegli abiti, con le conseguenze che si possono immaginare: ma l’immagine dell’Italia solidale, di tanta povera gente che aiuta altra povera gente deve farci riflettere. I piccoli venivano rifocillati, bevevano il cioccolato per la prima volta, venivano sottoposti al primo bagno e alla prima visita medica. 
Talvolta non volevano ritornare a casa, ed alcuni genitori, ai quali dissero che mangiavano tre volte al giorno, conclusero che i bambini erano stati viziati.
Altri tempi sicuramente.
A risentirci


Massimo Cortese