domenica 23 dicembre 2018

QUINDICI ANNI


Premessa: se dieci anni fa mi fosse stato chiesto di scrivere un discorso in occasione del pensionamento di Rosella Cardelli, sicuramente avrei composto uno scritto ben diverso dall’attuale, per la serie di motivi che noi tutti conosciamo.
D’altra parte, non dobbiamo farci prendere dalla facile nostalgia per il passato, ma si devono sempre cogliere gli aspetti positivi di ogni vicenda umana nella quale siamo chiamati a vivere il momento presente.
Che cosa posso dire del periodo trascorso con Rosella a Palazzo Stamira, in via Ruggeri e a Passo Varano? Il discorso rimanderebbe alle pie donne, una curiosa espressione che Rosella ha sempre mal sopportato, ed allora me ne guardo bene dall’assecondare quella mia originale sintesi.
Ora mi rendo conto che, a pensarci bene, io, Rosella, Carla, Mariella, Bruna e Silvana, abbiamo trascorso insieme non meno di quindici anni della nostra vita lavorativa, e quindici non sono pochi, e comunque quegli anni sono  senz’altro i più importanti della nostra permanenza nell’Amministrazione Provinciale, in quanto, oltre ad averli condivisi, sono culminati con quel fuori programma, sintetizzato con la Nuova Normativa sulle Province, che ha posto fine alla tranquillità del nostro lavoro, che sembrava assicurata dall’operare nel pubblico impiego.
Per la prima e unica volta abbiamo assaporato l’incertezza, il disagio, l’esodo di colleghe e colleghi, alcune manifestazioni di protesta, non poche feste di addio con regolari pianti di commozione, qualche viaggio della speranza a Roma, e chi ne ha più ne metta, senza mai dimenticare la nostra missione di dipendenti pubblici, che hanno sempre cercato di operare al meglio.
Ricordi Rosella di quando mandavate le persone dal sottoscritto, in quanto io avevo creato degli stampati sui quali scrivevo le istanze dei cittadini, al solo scopo di aiutarli: io vorrei sapere quanti sono gli uffici pubblici nei quali ci si prende carico delle richieste dei cittadini come facevamo noi dell’Ufficio Concessioni, tenendo conto che spesso avevamo a che fare con persone anziane.
Anche tu e le altre colleghe vi siete sempre adoperate per mettere a proprio agio le persone, con quel senso di appartenenza non comune nella Pubblica Amministrazione.
Ogni giorno, per il sottoscritto c’era poi il rito di firmare le lettere, momento nel quale non mancavamo di dire ciascuno la propria opinione sul lavoro e non solo.
Che dire poi delle pubbliche relazioni, anche se sarebbe meglio definirle private, con i Responsabili delle Poste, delle ditte che si occupavano della manutenzione del computer, con le Associazioni sportive e compagnia cantando?
Sicuramente abbiamo costituito una squadra operativa in grado di sviluppare al meglio il rapporto Cittadino-Pubblica Amministrazione, e abbiamo sempre coinvolto nel nostro lavoro l’operato dei geometri Casoni e Massacesi e del personale dei Nuclei sparsi nel territorio.
Poi la Diaspora e il pensionamento di Bruna e Silvana hanno avuto la meglio, ci siamo sparpagliati nei meandri della Regione, ma i quindici anni non possiamo dimenticarli, anche con le cose belle e meno belle tipiche delle umane relazioni.
Buon Natale, Felice Anno Nuovo, cara Rosella: ti esprimiamo il nostro rallegramento per il raggiungimento dell’età della Pensione che, sicuramente, è ben meritata.
A risentirci
Massimo Cortese