giovedì 14 maggio 2015

UN FUTURO DA ACCATTONE

Essendo un cittadino italiano sono tenuto a credere che gli Esponenti del Governo che si sono risentiti alla dichiarazione del Dirigente Sindacale Gentile possano anche avere ragione. 
Essendo altresì un Dipendente Provinciale, faccio la seguente proposta: qualora gli stipendi non dovessero essere erogati, non perdiamo la calma e prepariamo una mossa adeguata: ci organizziamo nel chiedere l’elemosina in modo pubblico, per strada, anche perché verremo messi sulle strade.
Naturalmente deve trattarsi di una elemosina organizzata, e io credo che il Sindacato dovrebbe supportarci, magari dando vita ad una ONLUS in tal senso, che possa raccogliere fondi per i colleghi senza stipendio. 
La mia è una protesta contro una situazione eccezionale, e ad una emergenza si risponde con un comportamento a dir poco originale, che almeno nel nostro Paese non si è mai visto. 
D’altra parte se non avremo più lo stipendio, il passo verso l’indigenza è breve, ed allora tanto vale reagire con senso di responsabilità. 
Qualche collega dirà che per la vergogna non è disponibile a chiedere l’elemosina, ma io credo che non saremo certo noi a doverci vergognare.
Non si dimentichi che noi facciamo parte del Corpo Elettorale di questo Paese, dove – credo almeno – che ancora la sovranità spetti al popolo, e quindi a ciascuno di noi.
Naturalmente ci si deve organizzare bene. 
Così non potremmo dire che ci stanno prendendo in giro, perché, per una volta tanto in giro, sulle strade, sulle piazze, nei vari palazzi e nei salotti bene, ci andremo noi, volontariamente, con il cappello in mano: siete d’accordo?
Vi prego, gradirei conoscere la vostra opinione.


Massimo Cortese

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